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Paragrafo 3 . I rapporti sociali dopo la fine della guerra.

     
Gli  anni successivi alla guerra furono caratterizzati da una costante
tensione   politico-sociale,  determinata  dal  permanere   di   forti
contrasti tra Nord e Sud, tra repubblicani e democratici e all'interno
dello stesso partito repubblicano.
     Il  potere  politico  a  livello  federale  era  nelle  mani  dei
repubblicani: repubblicano era il presidente Andrew Johnson, succeduto
a  Lincoln; repubblicana era la maggioranza del congresso. All'interno
del  partito, per, esistevano forti divergenze, soprattutto sul  modo
di  impostare  i rapporti tra Nord e Sud. I moderati erano  favorevoli
alla  riconciliazione e all'imposizione solo del divieto di schiavit,
ma  non  volevano trasformazioni sociali profonde. Queste erano invece
sollecitate dai radicali, i quali miravano alla riduzione  del  potere
dei   piantatori,  attraverso  la  formazione  di  una  borghesia  con
interessi e orientamenti
     
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     politici  coincidenti con quelli della borghesia  imprenditoriale
del Nord e tramite la progressiva emancipazione economica, politica  e
culturale dei negri. I contrasti all'interno del partito coinvolgevano
le  istituzioni,  perch  il  presidente Johnson  era  moderato  e  la
maggioranza repubblicana del congresso era formata prevalentemente  da
radicali.
     Particolarmente  tesa era la situazione negli stati  meridionali.
Qui, per diversi anni dopo la fine della guerra, il potere politico ed
economico  rest  nelle  mani  dei  repubblicani  radicali,  i   quali
cercarono   di  mantenerlo,  attraverso  l'occupazione  militare,   il
sostegno  dei  bianchi  che  erano  stati  contrari  alla  guerra,   e
l'appoggio  dei negri, dei quali fu curata la formazione  culturale  e
professionale,   al   fine   di   favorirne   l'emancipazione.    Tale
atteggiamento spinse la maggior parte dei bianchi del Sud a  sostenere
il partito democratico, che, nel corso degli anni Settanta, ottenne la
maggioranza in tutti gli stati ex secessionisti.
     Nel  1865,  con l'approvazione del tredicesimo emendamento  della
Costituzione, fu ufficialmente e definitivamente abolita la schiavit.
In seguito, col quattordicesimo e il quindicesimo emendamento, agli ex
schiavi  negri furono riconosciuti anche i diritti civili e  politici.
Alle   dichiarazioni  di  principio,  per,  non  seguirono   concreti
provvedimenti  per  assicurare  ai  negri  l'eguaglianza   di   fatto,
attraverso una reale emancipazione economica, politica e culturale.  A
Sud,  le  terre  non furono neanche parzialmente distribuite  agli  ex
schiavi; questi si videro pertanto costretti a tornare a lavorare,  in
qualit  di  mezzadri,  per  i  loro ex  padroni,  ai  quali  dovevano
consegnare gran parte del raccolto, cosicch passarono dalla schiavit
alla semischiavit.
     Alla  mancata  emancipazione economica si aggiunse  l'assenza  di
eguaglianza  giuridica e politica. In tutti gli stati meridionali,  il
quattordicesimo  e il quindicesimo emendamento furono sistematicamente
violati  non  solo  a  causa  del dilagante  razzismo,  ma  anche  con
l'adozione di norme concretamente discriminanti, quale il divieto  per
i negri di usare mezzi di trasporto, scuole ed altri servizi riservati
ai  bianchi.  Si  formarono anche associazioni  razziste  pi  o  meno
segrete,  come il Ku Klux Klan, che organizzavano azioni terroristiche
contro i negri, dalle intimidazioni, all'assassinio, al linciaggio.
